The Merry-Go-Round

A new phase has begun at Castel Rigone. Marco Di Loreto departed as manager on Sunday evening. On Tuesday morning, the Giornale dell’Umbria published this comment by Daniele Sborzacchi, chief of the paper’s sports section:

L’eleganza della simplicità. Marco Di Loreto è uscito di scena con grande signorilità. Da calciatore è riuscito a farsi amare dai tifosi perugini pur provenendo dal feudo rossoverde di Marmore; nella sua ottima carriera in campo si è ritagliato uno spazio importante partendo dalle categorie inferiore e scalandole con impegno e dedicazione. E da tecnico alla prima esperienza su una panchina professionistica, conscio della “particolarità” dell’ambiente rigonese, ha gestito con intelligenza e calma una situazione che, senza ombra di dubbio, avrebbe fatto saltare i nervi a molti altri allenatori. Il suo presidente lo ha criticato aspramente dopo una vittoria importantissima, di quelle in grado di consolidare lo spirito di gruppo perché ottenute in rimonta e contro un avversario ostico. Lui, in tutta riposta, non ha assolutamente esasperato i toni chiedendo semplicemente un confronto con il suo datore di lavoro ma ottenendo in cambio un incredibile benservito in quanto, secondo patron Cucinelli, non avrebbe rispettato le “regole”. Nonostante questo (e non è poco…), ha tolto il disturbo con grande stile: “Ho capito che posso fare l’allenatore e di questo ringrazio la società. Ho solo fatto quello che si doveva per il bene della squadra. Mandando in campo i giocatori nella migliore condizione fisica e mentale.” Stop. Niente clamore. Niente rabbia. Nessuna parola pomposa o altezzosa. L’eleganza vera è nella semplicità.

“The elegance of simplicity. Marco Di Loreto has left the scene with great distinction. As a player he succeeded in being loved by Perugian fans despite coming from red-and-green rivals Ternana Calcio. In his excellent career on the field, he carved out an important place, starting from the lower categories and moving up with commitment and dedication. And as a manager in his first experience on a professional bench, conscious of the “specialness” of the Castel Rigone environment, he handled with intelligence and calm a situation which, without a shadow of a doubt, would have shattered the nerves of many other coaches. The club’s president criticized him harshly after a very important victory, of the sort that could consolidate team spirit because it was obtained in a comeback against a tough opponent. Di Loreto, in all of his response, showed absolutely no tones of exasperation, simply asking for an exchange with his employer, but instead receiving an incredible sacking because, according to team patron Cucinelli, he did not follow the “rules.” Despite this (and it’s not a small thing …), he defused the problem with great style: “I realized that I can be a manager, and for this I thank the club. I only did what was necessary for the good of the team. Sending onto the field players in the best physical and mental condition.” Stop. No fanfare. No anger. No pompous or arrogant words. True elegance lies in simplicity.”

There are some biting choices of phrase in this opinion piece…

Continue reading

Advertisements